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La realtà del processo decisionale giudiziario

il punto di vista del realismo giuridico

Abdul Hamid Kwarteng

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Paperback / softback
16 February 2025
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Il processo decisionale giudiziario è stato a lungo considerato un esercizio oggettivo non influenzato da fattori o variabili esterni. Questa visione della legge è nota come formalismo. Secondo il formalismo, i giudici si limitano a esaminare le leggi esistenti e ad applicare in modo oggettivo la legge che meglio si adatta al caso in questione. Il realismo giuridico, tuttavia, non concorda con questa visione del processo decisionale giudiziario e sostiene che quest'ultimo è influenzato da fattori esterni diversi dalle sole leggi esistenti e, in quanto tale, non può essere considerato un esercizio del tutto oggettivo. Ad esempio, una sentenza che produce un risultato come 2:3, il che significa che due dei giudici concordano sul caso in questione mentre tre dei giudici, invece, non sono d'accordo. La questione, quindi, è che tutti questi cinque giudici stanno esaminando la stessa legge e probabilmente attingendo agli stessi precedenti, ma arrivando comunque a conclusioni diverse. Tali casi supportano il fatto che il processo decisionale giudiziario non è un esercizio del tutto oggettivo e che l'orientamento e il sistema di convinzioni personali dei giudici potrebbero influenzare il loro processo decisionale.

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Il processo decisionale giudiziario è stato a lungo considerato un esercizio oggettivo non influenzato da fattori o variabili esterni. Questa visione della legge è nota come formalismo. Secondo il formalismo, i giudici si limitano a esaminare le leggi esistenti e ad applicare in modo oggettivo la legge che meglio si adatta al caso in questione. Il realismo giuridico, tuttavia, non concorda con questa visione del processo decisionale giudiziario e sostiene che quest'ultimo è influenzato da fattori esterni diversi dalle sole leggi esistenti e, in quanto tale, non può essere considerato un esercizio del tutto oggettivo. Ad esempio, una sentenza che produce un risultato come 2:3, il che significa che due dei giudici concordano sul caso in questione mentre tre dei giudici, invece, non sono d'accordo. La questione, quindi, è che tutti questi cinque giudici stanno esaminando la stessa legge e probabilmente attingendo agli stessi precedenti, ma arrivando comunque a conclusioni diverse. Tali casi supportano il fatto che il processo decisionale giudiziario non è un esercizio del tutto oggettivo e che l'orientamento e il sistema di convinzioni personali dei giudici potrebbero influenzare il loro processo decisionale.

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